lunedì, 07 gennaio 2008

Non conoscevo il maestro Fujimoto. Me ne hanno parlato persone che hanno avuto l'onore ed il privilegio di essere suoi allievi.

Per la mia solita innata curiosità ho voluto dare un'occhiata in giro ed, oltre alle note biografiche del M.tro che troverete sotto, ho trovato alcuni video.

Sono rimasta letteralmente affascianata dall'eleganza, dall'armonia, dallo stile di Fujimoto. Guardatelo. E' davvero unico. Mi piacerebbe poterlo vedere dal vivo.

Yoji Fujimoto

Le prime apparizioni del Maestro Yoji Fujimoto in Italia suscitarono non poca sorpresa per l’armonia dei suoi movimenti e per la pulizia ed efficacia del suo Aikido: forse non s’era mai visto fino ad allora in Italia un maestro di arti marziali che sapesse presentare le sue tecniche con tanta eleganza. Erano i tempi gloriosi dei massacranti stage di Desenzano del Garda e il Maestro Fujimoto era appena poco più che un ragazzo, eppure univa alla naturale eleganza una maturità tecnica sorprendente. Era l’estate del 1971 quando arrivó: il Maestro ha trascorso oramai tra noi più della metà della sua vita, senza perdere nulla del suo iniziale entusiasmo.
Nato a Tokyo nel 1948, il giovane Fujimoto sembrava destinato a seguire l’arte di famiglia, il Kendo, sottoponendosi, sin da bambino, a brusche levatacce per impugnare lo shinai nella quotidiana lezione antelucana sotto la guida del padre, maestro di quest’arte, prima di recarsi a scuola. Ma verso i quattordici anni, assieme a degli amici, assiste ad una lezione di Aikido presso l’Hombu Dojo di Tokyo, rimanendo avvinto all'istante dalla personalità del fondatore e dei tanti grandi maestri che all'epoca dispensano il loro sapere in quella leggendaria scuola. Inizia il suo cammino nell’Aikido ed è già shodan nel 1962. L'impegno nella pratica non gli impedisce di applicarsi con profitto agli studi. Frequenta l’Università Nitaidai e vi fonda un primo gruppo di Aikido ancora oggi attivo e diretto dal Maestro Masuda. Ancora non sa che di lì a poco sarà chiamato a diffondere l’arte in Italia.
Il suo arrivo in Italia, benché non coincida esattamente con il ritorno in Giappone del Maestro Tada, è provvidenziale e riesce in qualche modo a colmare l’irrimediabile vuoto lasciato da questi. Per anni si moltiplica, tenendo raduni, manifestazioni e lezioni in tutti i Dojo d’Italia, avendo come base Milano, dove fonda l’Aikikai Milano. La sua opera ha marcato la vita di tantissimi aikidoisti italiani, la sua didattica poggia su basi solide ed inamovibili e tocca vertici di alta scuola.
Per i suoi tanti appassionati allievi sono ancora immutati fin dal primo giorno del suo arrivo tra di noi gli stimoli a seguire le sue lezioni, il piacere della scoperta continua, l'attesa che precede ogni nuovo incontro sul tatami.

(da http://www.aikikai.it/)

by Bakadeshi | commenti (5)
Commenti
#1   08 Gennaio 2008 - 10:33
 
Ho avuto il piacere di praticre con alcuni allievi del M° Fujimoto, uno dei quali lo segue da quando il Maestro è in Italia. Tutti me ne hanno parlato un gran bene, a maggior ragione oggi quando dei “grandi vecchi” della didattica AIKIKAI d’Italia è rimasto praticamente solo lui, dopo la partenza di Tada sensei e l’infortunio di Hosokawa sensei. Consiglio caldamente di partecipare ad un suo seminario, non tanto e non solo per la sua caratura tecnica, ma perché è uno dei pochi Maestri oggi in attività che ha dedicato la vita all’Arte.
Buon Keiko!

carlo
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#2   08 Gennaio 2008 - 12:02
 
So che ci srà uno stage di Fujimoto ad Aprile qui a Roma.
Considerato il mio livello non so se potrò parteciparvi.
Sicuramente andrò a vederlo. Non posso perdermi un maestro di così grande valore.
Grazie Carlo.
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#3   10 Gennaio 2008 - 16:36
 
Se posso sommessamente darti un consiglio... lascia perdere il livello tecnico e - se puoi - partecipa allo stage. Quasi sicuramente alla fine del seminario sarai abbacchiata per aver capito poco o nulla (a me capita quasi sempre) ma poi scoprirai che invece in quelle ore hai ricevuto più o meno inconsapevolmente tanti piccoli semi, che hanno solo bisogno di tempo e cura per germogliare... pentirsi di esserci stati dura qualche giorno, ma pentirsi di non esserci stati è una cosa che forse ti dispiacerà per anni.
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#4   10 Gennaio 2008 - 19:52
 
Grazie Carlo!
L'iscrizione all'associazione l'ho fatta un mese fa. Chiederò alla mia maestra di portarmi con lei.
Da qui fino ad aprile c'è tempo per imparare qualcosa!
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#5   11 Gennaio 2008 - 10:37
 
Prego cara,
se posso essere stato di una qualche utilità, ne sono ben felice.
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Commenti
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