giovedì, 21 febbraio 2008

image-aikido

Finalmente ieri, sempre grazie ad un invito della mia maestra, ho potuto rimettere piedi sul tatami. In un altro Dojo. Noi stiamo aspettando la consegna del tappetto che sarà a giorni.

Questa, dove sono stata inviata, è la palestra "Storica" della mia insegnante. Che dirè?? A parte il meraviglioso servizio di choffeur offertomi, e questo vuol dire passione ed amore per la disciplina,  cura degli allievi per non fargli passare "lo spirito del budo, mi sono trovata a casa.

Alcune praticanti li conoscevo già. Altri erano keikogi a me sconosciuti. Ma il sentimento, la pazienza, la voglia di "coinvolgere" di far imparare agli altri questa AM è innata in tutti.

Mi hanno preso di nuovo per mano, mi hanno fatto ripetere tante e tante volte gli esercizi, che dopo quasi un mese di inattività avevo dimenicato. Ci siamo scambiati le parti di uke e tori. Tutto in quello spirito di armonia, di "Ai" che è proprio dell'Aikido.

In qualsiasi palestra vada, con qualsiasi persona condividere il tatami, troverò sempre lo stesso sentimento.

Concludo con la solita frase ormai di rito, ma che non posso non scrivere.

Grazie maestra (se la chiamo sensei si arrabbia!"), grazie maetri, grazie senpai, grazie compagni!

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giovedì, 07 febbraio 2008

2004-06-18

 

E' arrivata la buona notizia! Si riparte!

Devo confessare che la pigrizia si stava impossessando di me, tanto da pensare di .. no! Non lo dico....

Mi sono bastate due cose:

la lettura della vita di Mishima  e questa musica.

 

L'ho sentita per la prima volta nel 1992. E' stata la colonna sonora dei miei spostamenti in aereo da una città all'altra. Una fortuna riascoltarla oggi per caso.

So che non si può infrangere il reishiki del dojo, ma vorrei che queste note fossero la colonna sonora del mio Aikido perchè in questa musica, come nei romanzi di Mishima, c'è il Giappone con tutte le sue tradizioni. Budo compreso. Adesso ancora di più comprendo che questo è il mio "do". La mia strada.

Grazie Maestra!

Mi pare doveroso precisare che il brano si chiama "Merry Christmas Mr. Lawrence" colonna sonora del film "Furyo" con David Bowie e lo stesso Ryuichi Sakamoto autore di questa muscica, come di " Il Tè nel deserto" "L'ultimo imperatore" "Babel"... e scusate se è poco!

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giovedì, 10 gennaio 2008

 

Monika-d

Ieri sera è iniziato il nuovo corso. 

I partecipanti erano sei, ma con molta gioia abbiamo visto altri ragazzi presentarsi e chiddere informazioni. Probabilmente, me lo auguro di cuore, avremo altri due deshi.

Mi sono potuta confrontare con altri praticanti e devo constatare che questo non può portare che benifici al mio "keiko".

Con me erano sul tatami la nostra maestra,  4 cinture nere ed una bianca. Anche se provenienti dallo stessa palestra, gli stili erano leggermente differenti e lavorare con più persone, scambiarsi i ruoli di "Uke" e "Tori", senza badare al grado, è stato molto interessante.

Mi è piaciuto il sentimento che c'era ieri nella nuova palestra. Persone disponibilissime, pronte ad aiutarti ed a farti comprendere il vero spirito dell'Aikido.

Andiamo avanti! 

 

 

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mercoledì, 09 gennaio 2008

02_inside_Ibaraki_shibu_dojo(Iwama-dojo)

Il dojo ( (道場) è il luogo dove si segue"la via".
In occidente questo termine viene impropriamente tradotto in palestra ed inteso unicamente come spazio per l'allenamento, mentre nella cultura orientale il dojo è il luogo nel quale si può raggiungere, seguendo la Via, la perfetta unità tra zen (mente) e ken (corpo) e, quindi, il perfetto equilibrio psicofisico, massima realizzazione della propria individualità. Il dojo è la scuola del sensei (maestro): egli ne rappresenta il vertice e sue sono le direttive e le norme di buon andamento della stessa; oltre al maestro ci sono altri insegnanti, suoi allievi, ed i senpai (allievi anziani di grado) che svolgono un importante ruolo: il loro comportamento quotidiano rappresenta l'esempio che deve guidare gli altri praticanti.

Il dojo, anche nel rispetto della sua sacralità, non avrebbe senso senza le persone che lo frequentano.

Sono i sensei ed i senpai ad dare al dojo il suo valore.

Quello della foto sarebbe il mio sogno

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lunedì, 07 gennaio 2008

corso

L'indirizzo esatto è Via V. Volterra 202.

Gokouun o inorimasu.

good

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lunedì, 07 gennaio 2008

Non conoscevo il maestro Fujimoto. Me ne hanno parlato persone che hanno avuto l'onore ed il privilegio di essere suoi allievi.

Per la mia solita innata curiosità ho voluto dare un'occhiata in giro ed, oltre alle note biografiche del M.tro che troverete sotto, ho trovato alcuni video.

Sono rimasta letteralmente affascianata dall'eleganza, dall'armonia, dallo stile di Fujimoto. Guardatelo. E' davvero unico. Mi piacerebbe poterlo vedere dal vivo.

Yoji Fujimoto

Le prime apparizioni del Maestro Yoji Fujimoto in Italia suscitarono non poca sorpresa per l’armonia dei suoi movimenti e per la pulizia ed efficacia del suo Aikido: forse non s’era mai visto fino ad allora in Italia un maestro di arti marziali che sapesse presentare le sue tecniche con tanta eleganza. Erano i tempi gloriosi dei massacranti stage di Desenzano del Garda e il Maestro Fujimoto era appena poco più che un ragazzo, eppure univa alla naturale eleganza una maturità tecnica sorprendente. Era l’estate del 1971 quando arrivó: il Maestro ha trascorso oramai tra noi più della metà della sua vita, senza perdere nulla del suo iniziale entusiasmo.
Nato a Tokyo nel 1948, il giovane Fujimoto sembrava destinato a seguire l’arte di famiglia, il Kendo, sottoponendosi, sin da bambino, a brusche levatacce per impugnare lo shinai nella quotidiana lezione antelucana sotto la guida del padre, maestro di quest’arte, prima di recarsi a scuola. Ma verso i quattordici anni, assieme a degli amici, assiste ad una lezione di Aikido presso l’Hombu Dojo di Tokyo, rimanendo avvinto all'istante dalla personalità del fondatore e dei tanti grandi maestri che all'epoca dispensano il loro sapere in quella leggendaria scuola. Inizia il suo cammino nell’Aikido ed è già shodan nel 1962. L'impegno nella pratica non gli impedisce di applicarsi con profitto agli studi. Frequenta l’Università Nitaidai e vi fonda un primo gruppo di Aikido ancora oggi attivo e diretto dal Maestro Masuda. Ancora non sa che di lì a poco sarà chiamato a diffondere l’arte in Italia.
Il suo arrivo in Italia, benché non coincida esattamente con il ritorno in Giappone del Maestro Tada, è provvidenziale e riesce in qualche modo a colmare l’irrimediabile vuoto lasciato da questi. Per anni si moltiplica, tenendo raduni, manifestazioni e lezioni in tutti i Dojo d’Italia, avendo come base Milano, dove fonda l’Aikikai Milano. La sua opera ha marcato la vita di tantissimi aikidoisti italiani, la sua didattica poggia su basi solide ed inamovibili e tocca vertici di alta scuola.
Per i suoi tanti appassionati allievi sono ancora immutati fin dal primo giorno del suo arrivo tra di noi gli stimoli a seguire le sue lezioni, il piacere della scoperta continua, l'attesa che precede ogni nuovo incontro sul tatami.

(da http://www.aikikai.it/)

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lunedì, 07 gennaio 2008
aikido
Perchè è stato un caso, un invito ad assistere ad una lezione che poi si è tramutato in "provare".

E da quel momento non ho smesso.

E' da qualche mese che frequento il "dojo", appassionandomi sempre di più a questa arte marziale di autodifesa.

Andare in palestra, indossare il keikogi (kimono bianco) e praticare sta diventando come respirare.

La mia pratica sta diventando una "seduta". La mia ora e mezza sul tatami infatti è meglio di una seduta dallo psicologo.

Non avrei messo un solo piede su questa mia strada senza l'aiuto e la comprensione dei miei maestri.

A loro ed ad altri "sensei" è dedicato questo blog.

Grazie!

Ah! Cosa vuol dire Bakadeshi? Stupido allievo!
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